UTILIZZO IN GENETICA FORENSE DEL DNA
MITOCONDRIALE
Per
le sue caratteristiche, il DNA mitocondriale è particolarmente adatto nei seguenti casi: Campioni biologici in cui il
DNA è scarso o degradato: capelli, denti, ossa, reperti fossili.
L'unico DNA di
riferimento è quello parentale. In questo caso l'identificazione è supportata
dall'identità del DNA mitocondriale nei parenti per linea materna.
Nelle Scienze forensi vengono usate le
regioni di controllo (HV), altamente variabili nell'uomo.
Eredità del DNA mitocondriale
Nell'uomo i mitocondri sono ereditati per linea materna. In assenza di mutazioni,
ciascuno eredita un DNA identico a quello della madre.
Nella 2° generazione e in quelle
successive, solo i discendenti per linea materna condividono lo stesso DNA mitocondriale
DNA mitocondriale: regioni
variabili
In Scienze
forensi si utilizzano due regioni polimorfiche, (HV1 e HV2)
costituenti il cosiddetto D-loop mitocondriale, lunghe complessivamente circa 600 bp.
La frequenza stimata di mutazioni è di 1 su 50 generazioni (Gill et al. 1996), il che
rende queste regioni confrontabili in un ampio intervallo di generazioni.
DNA mitocondriale: Eteroplasmia
Dato il gran numero di mitocondri
in una cellula, si può presentare il caso in cui una popolazione di mitocondri abbia una
sequenza differente. Tale condizione, in cui si ha la presenza di basi differenti in una
medesima posizione è conosciuta come eteroplasmia.
I discendenti possono ereditare una
proporzione variabile delle due popolazioni e nel corso del tempo una popolazione può
fissarsi a scapito di un'altra, ripristinando una condizione di omoplasmia.
Il primo caso di eteroplasmia osservata in
Scienze forensi riguarda l'analisi dei resti dei Romanov (Gill et al., 1994).
DNA mitocondriale: analisi di
sequenza
Per convenzione, le sequenze di DNA mitocondriale umane sono descritte utilizzando come
riferimento la prima sequenza completa di mitocondrio pubblicata (Anderson et al, 1981),
chiamata sequenza di Anderson o "Cambridge reference sequence".
Ogni sequenza può essere archiviata
annotando la posizione dei residui differenti rispetto alla sequenza di Anderson e il tipo
di differenza. Esempio: una differenza da A a G in posizione 243 può essere annotata
come: 243 G.
Valutazione statistica dei
confronti con DNA mitocondriale
Per definizione il DNA mitocondrale non può essere usato per identificare una
persona rispetto ad un parente in linea materna (parenti in linea materna hanno
sequenze uguali).
E invece possibile stabilire
la probabilità che due sequenze uguali indichino un effettivo rapporto di parentela,
piuttosto che un match casuale.
Per questo è necessario riferirsi a
database di sequenze mitocondriali da diversi individui di una popolazione
Metodo usato da Gill et al. (Nature
Genetics, 1994 6, 130-135):
Il grado di certezza per lassegnazione di una sequenza ad una famiglia si esprime
come rapporto tra le probabilità di due ipotesi alternative: probabilità che il campione
appartenga alla famiglia rispetto alle probabilità che il campione non
appartenga alla famiglia.
LR (likelihood
ratio)= P(E)/P(E)
Nel caso di due sequenze identiche la probabilità
di appartenenza alla stessa famiglia si può calcolare come la probabilità che
le sequenze non abbiano subito mutazioni nellintervallo di generazione.
P(E)=e-gm
g=generazioni,
¤=mutation rate: n° di mutazioni che in media sono accumulata in una generazione (stima:
1/50)
La probabilità che due sequenze
siano identiche per caso si può calcolare come:
P(E)=F
F= frequenza osservata nel database
Esempio:
Qual è il likelihood ratio
che due individui con sequenze del DNA mitocondriale identiche siano parenti se la loro
sequenza mitocondriale appare 2 volte in un database di 300 sequenze?
P(E)=e-2*1/50
P(E)=2/300
LR=0.96/0.0067= 143
Lipotesi che i due
individui sono parenti è 143 volte
più probabile dellipotesi che non lo siano.
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Un limite alle stime statistiche è dato dal fatto che i dati di popolazione sul
polimorfismo mitocondriale sono ancora scarsi.
E quindi probabile che le stime della
frequenza basate sulla frequenza osservata siano poco accurate. Per queste ragioni si
preferisce non presentare un valore di probabilità nei casi riguardanti il DNA
mitocondriale. Questo ad esempio è lorientamento dellFBI:
Currently, the FBI Laboratory
does not provide frequency estimates of mtDNA types in laboratory reports because of the
restrictions mentioned previously involving the database size. The FBI states only the
number of occurrences of a mtDNA sequence in the current database. To date, the number of
mtDNA sequences present in the general population is unknown because not all sequences
have yet been observed.
(http://www.fbi.gov/hq/lab/fsc/backissu/july1999/dnatext.htm)
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